|
E’ stata inaugurata oggi nella sala Veratti, ex refettorio di clausura, una mostra antologica di quattro pittori Varesini, d’origine o d’adozione, avente come titolo la parola ormai sconosciuta “Lúcere”, di dantesca memoria. La mostra presenta quadri di un’epoca recente ma stranamente lontana al nostro mondo ormai cambiato quale il ‘900, presentando, tranne nel caso di Spaventa Filippi, paesaggi tipicamente legati al territorio varesino.
Una presentazione, quella di questa mattina iniziata alle ore undici, in un ambiente stretto da un caldo asfissiante, ma allo stesso tempo straripante di persone attratte da un evento di una certa levatura artistica. Un tipo di evento a cui forse i varesini sono stati (o si sono) per anni sottratti, cosa che ha sfortunatamente inficiato sia sulla presentazione in sé sia sui momenti di intermezzo musicale di chitarra, dove i presenti o si dimenticavano cellulari accesi o si rifugiavano verso l’ingresso pensando che la loro voce non si sarebbe sentita. Fortuna vuole che i ricordi delle scuole elementari abbiano fatto balzare in testa ad alcuni quella secca parola che risponde al nome di “silenzio!” (punto esclamativo obbligatorio).
I quadri sono esposti attorno alla sala, divisi per autore a seconda della loro data di nascita, partendo da sinistra, sebbene sia preciso sottolineare come la distinzione più forte sia quella data Spaventa Filippi, il quale, a differenza di Talamoni, Pasetto e Ricci sia presente con quadri indirizzati non verso l’esterno quanto verso l’interno, l’intimità.
Sottolinea il professor Silvano Colombo, curatore, quanto sia preferibile entrare nella sala con la luce pomeridiana al fine di poter cogliere il valore dei quadri e,con una certa vena polemica, l’importanza di far conoscere al pubblico di Varese le opere dei suoi concittadini, opere e personaggi spesso relegati al dimenticatoio. E’ pur anche certo che bisognerà aspettare la fine di questa mostra, gratuita, situata nel centro della città, per poter essere sicuri che i fruitori non siano, come in questa presentazione, soltanto coscritti degli autori, quanto anche persone nate dopo la seconda metà del ‘900.
Guido Negretti
|